Zika, Dengue, Chikungunya, West Nile e e gli altri arbovirus – Lo studio Genesis e i meccanismi non ancora del tutto compresi

image

Roma, 16 ago. (Adnkronos) – “Fu per me un onore sedere in Parlamento accanto a Palmiro Togliatti e anche a Giorgio Almirante”. Parole che possono suonare come un invito a superare quegli steccati ideologici e quelle ripetute tentazioni a rimanere prigionieri del passato che quotidianamente inquinano il dibattito politico, senza nulla togliere agli inequivocabili giudizi consegnati dalla e alla storia. A pronunciarle, il 27 maggio 2008, Francesco Cossiga, di cui domani ricorre il quattordicesimo anniversario della morte, intervenendo nell’Aula del Senato in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario della sua prima elezione in Parlamento.

“Fu per me un onore -affermò il Presidente emerito della Repubblica- sedere in Parlamento accanto a Palmiro Togliatti, il grande leader politico del ‘partito nuovo’, che studiò, tra l’altro, nel mio stesso liceo, abitò lungamente nella mia città e –guarda caso– fu ospite nella casa della mia bisnonna, che –come lui stesso mi raccontava– era tanto buona che, poichè erano poveri, li invitava ogni giorno da lei”.

“Palmiro Togliatti che, insieme ad Alcide De Gasperi, preservò l’Italia -ricordò ancora Cossiga- da una guerra civile devastante, dopo che il nostro Paese aveva combattuto contro i tedeschi invasori quella grande guerra patriottica che fu la Resistenza, anche fermando quella guerra civile e di classe che, in nome di una irreale visione della posizione dell’Italia, di tante vittime fu causa, non solo ex appartenenti alla Repubblica sociale Italiana, ma anche antifascisti, partigiani, militari del Regno del Sud, preti, seminaristi, ragazzi del movimento cattolico, che furono uccisi in nome di un’utopia che poi, in nome di una Resistenza tradita ed incompiuta, generò, negli anni Settanta e Ottanta, la lotta armata”.

“Fu per me un onore anche sedere accanto anche a Giorgio Almirante, cui l’Italia molto deve -spiegò l’allora senatore a vita- perchè, attraverso la parlamentarizzazione dei giovani di Salò, come li chiamò giustamente l’amico Violante, avviò il processo di inserimento nella democrazia di coloro che erano stati fascisti o militanti nella Repubblica di Salò”.

“Tale processo -disse ancora Cossiga- fu iniziato a sinistra grazie alla larga (e di grande respiro) amnistia concessa da Palmiro Togliatti, Guardasigilli dell’epoca, contestato duramente dal suo stesso partito, per i reati commessi durante la Resistenza da partigiani, ma anche da membri delle Forze armate della Repubblica sociale italiana. Ciò che poi portò all’adesione di massa di ex militari della Repubblica sociale italiana al Partito comunista italiano in numeri che superano, come scrissero gli storici comunisti, 36.000 appartenenti”.

Vivere nei luoghi di vacanza: ecco quanto costa comprare una casa nei posti di villeggiatura o nelle città d’arte

image

Il posto dove si trascorrono le vacanze spesso è anche quello dove si vorrebbe vivere o avere una seconda casa. Ma ecco quanto costa una proprietà nel posto del cuore. Si va da un massimo di 4mila euro al metro quadro per il mare in provincia di Savona a oltre 5mila euro per una casa in una città d’arte come Milano. Solo nelle campagne del viterbese si rimane sotto i mille euro al metro quadro.

Vista sul lago o sul mare

Comprare sul lago di Como richiede una spesa media di 2.740 euro al metro quadro se si rimane a Como città, mentre si scende appena sotto i 2.000 euro se si opta per una soluzione in provincia. Più conveniente, invece, acquistare sulla sponda lecchese (2.245 euro al metro quadro nel comune, 1.584 euro in provincia). A Verona e Brescia – due località che si affacciano sul lago di Garda – sia nei comuni che nelle rispettive province vengono richiesti prezzi sopra i 2.000 euro/mq. Il comune di Brescia rimane la zona più economica (2.060 euro/mq), mentre in quello di Verona si superano, seppur di poco, i 2.600 euro/mq. E se si sceglie il mare? Partendo dalla Liguria, c’è grande differenza nei prezzi tra Ponente e Levante. La provincia più costosa è infatti quella di Savona (3.819 euro/mq), famosa per località quali Varazze e Spotorno, mentre quella più economica è La Spezia, con 2.458 euro/mq medi richiesti da chi vende casa. Proprio da La Spezia si possono raggiungere le rinomate Cinque Terre, ma anche ammirare le spiagge della Venere Azzurra o della Marinella, per citarne solo due. Destinazioni di prestigio anche al Centro Italia, come nella toscana Grosseto, dove si spende di più in provincia (2.534 euro/mq), con l’Argentario, che nel comune (2.223 euro/mq). Paradisi balneari si trovano anche al Sud, con prezzi anche più contenuti, come nel caso della provincia di Lecce – in cui i costi superano di poco, mediamente, i 1.100 euro/mq – di quella di Palermo, con una media di 1.095 euro/mq e, sull’altra isola, Sassari, dove la provincia (2.722 euro/mq) batte il comune (1.279 euro/mq).

Sui monti e in campagna

Chi preferisce il contatto con la natura tra montagna e campagna, sono diverse le destinazioni montane. Il Trentino-Alto Adige è abitualmente molto richiesto, con il richiamo delle Dolomiti e il fascino di famose località come Madonna di Campiglio. Guardando ai prezzi, però, è di gran lunga più economico acquistare a Trento (3.192 euro/mq) o nella relativa provincia (2.706 euro/mq), piuttosto che a Bolzano, seconda città più cara d’Italia alle spalle di Milano, dove si rimane ben al di sopra dei 4.000 euro/mq sia nel comune che in provincia. Stando ai prezzi dell’indagine di Immobiliare.it, alternativa di prestigio al Trentino-Alto Adige è la Valle d’Aosta, con mete rinomate quali Gressoney e Champoluc. Nella provincia di Aosta acquistare casa costa mediamente 3.400 euro/mq, mentre si scende fino a 2.042 euro/mq se si compra in città. Anche in provincia di Sondrio, in Lombardia, si trovano alcune note valli con paesaggi mozzafiato, come la Val di Mello e la Valmalenco: i prezzi delle case, lì, si attestano mediamente sui 2.176 euro/mq. Passando al contesto rurale, la Tuscia Viterbese, in provincia di Viterbo, rappresenta una fonte di attrazione per chi desidera ritirarsi in campagna, anche perché i prezzi delle case non raggiungono nemmeno i 1.000 euro/mq, fermandosi a 931 euro. Decisamente più caro è invece acquistare nelle campagne fiorentine, dove si chiedono mediamente 2.373 euro/mq (dato dell’intera provincia di Firenze).

Le città d’arte

Infine, c’è chi approfitta del periodo di stacco estivo per ampliare la propria cultura, visitando musei, mostre e monumenti delle principali città d’arte italiane. Oltre alle classiche Roma e Milano, dove i prezzi si aggirano, alla fine di luglio 2024, intorno ai 3.415 euro/mq nella Capitale e ai 5.422 euro/mq nel capoluogo meneghino, il Veneto offre due perle, tra le altre, come Venezia o Verona, dove comprare costa rispettivamente 3.272 euro/mq e 2.639 euro/mq. Tra i centri urbani più piccoli, meritano una citazione le iconiche Siena e Pisa, che superano i 2.500 euro/mq (con Siena che quasi raggiunge il tetto dei 3.000 euro/mq). Infine, se ci si concentra su alcune città che sono state capitali italiane della Cultura negli ultimi anni, Bergamo è la più costosa (2.566 euro/mq), seguita da Cagliari (2.511 euro/mq), Palermo (1.425 euro/mq) e Parma (2.325 euro/mq).

Mpox, l’Oms teme altri casi della forma più letale del vaiolo delle scimmie in Europa. L’Italia rafforza sorveglianza. L’alleanza dei vaccini: “Prepariamo scorta globale”

Non un caso isolato, ma soltanto il primo. L’Organizzazione mondiale della sanità teme che altri casi importati del vaiolo delle scimmie – Mpox della variante Clade 1 – potrebbero essere presto confermati in Europa, dopo che oggi la Svezia ha annunciato il primo caso simile al di fuori dell’Africa. “La conferma dell’Mpox Clade 1 in Svezia è un chiaro riflesso dell’interconnessione del nostro mondo… è probabile che ci saranno ulteriori casi importati della variante Clade 1 nella regione europea nei prossimi giorni e settimane”. Una riflessione già espressa dall’epidemiologo svedese Magnus Gisslén: “Il rischio di malattie gravi e di morte è probabilmente maggiore con il clade 1 che con il clade 2. È anche probabilmente più contagioso. Si stima che il rischio di diffusione nel continente africano sia elevato, ma c’è anche un rischio di diffusione all’esterno”. Le autorità svedesi – che non forniscono informazioni specifiche sulla persona infettata – hanno comunicato che il paziente è in buone condizioni.

A conferma dell’inizio di una diffusione che ha attraversato i confini dell’Africa c’è l’annuncio del ministero pakistano della Sanità che ha confermato un caso aggiungendo che è in corso il sequenziamento per determinare se si tratta della variante più pericolosa. Il contagiato è un uomo recentemente tornato dal Medioriente. Non è chiaro quale Paese mediorientale avesse visitato l’uomo, e in quella regione non siano ancora stati segnalati casi della nuova variante. Mercoledì l’Oms, che ha dichiarato lo stato di emergenza internazionale, ha spiegato che quest’anno in Africa si sono verificati più di 14.000 casi e 524 decessi, superando già le cifre dell’anno scorso. Oltre il 96% dei casi e dei decessi si è verificato in Congo.

Intanto si rafforza in tutta Italia la rete di sorveglianza diagnostica sul vaiolo scimmie come rende noto il ministero della Salute, rilevando che la situazione è sotto controllo. “La situazione epidemiologica in Italia al momento è sotto controllo poiché non sono stati accertati casi del nuovo ceppo (clade I) di Mpox. I nostri uffici sono in costante contatto con gli organismi internazionali, per elaborare misure condivise”, rileva Mara Campitiello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero. “Il ministero della Salute – aggiunge – ha attivato i canali operativi con Aifa e Iss per la pianificazione di strategie di contenimento del rischio nell’eventualità di variazione dello scenario attuale; contestualmente si sta procedendo con il rafforzamento della rete di sorveglianza diagnostica su tutto il territorio nazionale“. Campitiello osserva inoltre che “la scorta nazionale di vaccini al momento è sufficiente a garantire il fabbisogno e stiamo elaborando una nuova circolare informativa alle Regioni con indicazioni alla popolazione e agli operatori impegnati nei siti di frontiera. Inoltre – conclude – è in corso la valutazione dell’istituzione di un tavolo interministeriale di concerto con il ministero degli Esteri, dell’Economia e delle finanze, degli Interni e dei Trasporti per concordare piani operativi di contrasto alla diffusione del patogeno con un approccio strategico organizzato”.

<aside class="wrapper-custom-correlato full-correlato">







                <div class="image">
                    <a class="link-correlato" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/16/mpox-cose-il-vaiolo-delle-scimmie-sintomi-rischi-cure-e-vaccini/7660014/">

                                                        <img class="lazyload" data-src="https://www.studiomedicopatente.it/wp-content/uploads/2024/08/vaiolo-scimmie-330x173-1.jpg" alt="Mpox, cos’è il vaiolo delle scimmie: sintomi, rischi e vaccini. Il primo caso segnalato nel 1970" width="330" height="173" src="src" />
                                                </a>
                </div>


            <div class="text">


                                        <h6>Leggi Anche</h6>




                <h3 class="title-correlato"><a class="link-correlato" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/16/mpox-cose-il-vaiolo-delle-scimmie-sintomi-rischi-cure-e-vaccini/7660014/">Mpox, cos’è il vaiolo delle scimmie: sintomi, rischi e vaccini. Il primo caso segnalato nel 1970</a></h3>
            </div>



</aside>

Il vaccino esiste e negli scorsi, soprattutto nel 2022 quando era stata registrata una impennata dei casi, molti paesi avevano organizzato campagne vaccinali. Gavi, The Vaccine Alliance – ente di cooperazione mondiale – esprime profonda preoccupazione per l’escalation dell’emergenza e sottolinea l’importanza del coordinamento internazionale per affrontare l’emergenza. Lavorando in collaborazione con paesi e partner, Gavi monitora attentamente la situazione mpox dal 2022. Di conseguenza – si legge – le considerazioni relative a mpox hanno contribuito sia alla progettazione dei nuovi meccanismi innovativi di sicurezza sanitaria di Gavi, volti ad affrontare le lacune sistemiche esposte durante la risposta al vaccino Covid-19, sia alla prossima strategia quinquennale di Gavi. Quando, nel 2023, Gavi ha avviato il processo di valutazione per il programma di investimento nei vaccini (VIS) 2026-2030, i vaccini mpox sono stati inclusi; nel primo trimestre del 2024, sono state convocate sessioni speciali del comitato direttivo VIS per garantire che l’approccio tenesse conto degli sviluppi nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove l’epidemia si è diffusa rapidamente, colpendo principalmente i bambini (in termini sia di morbilità che di mortalità) e determinando un elevato tasso di mortalità.

Di conseguenza – riferisce la nota – nel giugno 2024 il Consiglio di amministrazione di Gavi ha approvato le seguenti misure relative all’mpox. Nella prossima strategia quinquennale, a partire dal 2026, Gavi istituirà una scorta globale di vaccini mpox, simile a quelle esistenti per i vaccini contro colera, Ebola, meningite e febbre gialla. La realizzazione di una scorta è in attesa della disponibilità dell’Emergency Use Listing dell’Oms o della prequalifica di un vaccino raccomandato, ed è soggetta alla raccolta fondi per il prossimo periodo strategico di Gavi. Un obiettivo fondamentale sarà garantire che la progettazione della scorta sia sostenuta da una solida valutazione delle esigenze di salute pubblica a lungo termine.

“Dopo 15 mesi dopo la fine dell’emergenza che lo aveva visto protagonista, il vaiolo delle scimmie – ormai ribattezzato mpox – torna a fare paura. Anche perché il nuovo ceppo virale detto Clade1, è molto diverso rispetto al precedente e più aggressivo e virulento. Si parla di circa 15 mila casi nel continente africano dall’inizio dell’anno e 461 i decessi. Il virus sta mostrando di essere capace di varcare i confini dei paesi dove è stato descritto maggiormente e insediarsi in aree in cui fino a oggi non era presente – scrive su X l’infettivologo Matteo Bassetti – La cosa che preoccupa di più è che le vittime principali sono oggi i minori. Secondo i dati diffusi dall’Oms, il 39% dei casi e il 62% dei decessi riportati dall’inizio dell’anno fino a maggio nella Repubblica Democratica del Congo riguardavano bambini con meno di 5 anni di età. Il 20% delle persone decedute non aveva ancora compiuto un anno e negli ospedali, riferisce Save the Children, sono ricoverati a causa della malattia anche neonati di appena due settimane. Si tratta quindi di una malattia infettiva di difficile contenimento. Potrebbero esserci casi d’importazione legati ai viaggi, anche nel nostro paese. Occorre organizzarsi presto con tutte le misure di terapia e profilassi per evitare la diffusione globale”.

<aside class="wrapper-custom-correlato full-correlato">







                <div class="image">
                    <a class="link-correlato" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/17/monkeypox-il-virologo-clementi-era-un-virus-dimenticato-studiare-e-capire-la-vera-novita-la-trasmissione-interumana/6803365/">

                                                        <img class="lazyload" data-src="https://www.studiomedicopatente.it/wp-content/uploads/2024/08/monkeypox-330x173-1.jpg" alt="Monkeypox, il virologo Clementi: “Era un virus dimenticato. Studiare e capire la vera novità: la trasmissione interumana”" width="330" height="173" src="src" />
                                                </a>
                </div>


            <div class="text">


                                        <h6>Leggi Anche</h6>




                <h3 class="title-correlato"><a class="link-correlato" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/17/monkeypox-il-virologo-clementi-era-un-virus-dimenticato-studiare-e-capire-la-vera-novita-la-trasmissione-interumana/6803365/">Monkeypox, il virologo Clementi: “Era un virus dimenticato. Studiare e capire la vera novità: la trasmissione interumana”</a></h3>
            </div>



</aside>

Sabotaggio Nord Stream, le nuove rivelazioni: “L’operazione nata da una notte di sbronze. Zelensky si oppose”

image
LONDRA –Uno degli atti di sabotaggio più audaci della storia moderna sarebbe stato deciso dopo “una notte di sbronze” e compiuto da un piccolo gruppo di civili ed ex-militari ucraini, con il sostegno finanziario di imprenditori di Kiev, nonostante l’apparente ordine del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di annullare l’operazione perché la Central Intelligence Agency (Cia), l’agenzia di spionaggio americana, ne era venuta a conoscenza e si opponeva al progetto.

Antonella Clerici: “Mi piacerebbe molto preparare il mio funerale. Odio l’idea della bara chiusa: se mi bruciano non vorrei usassero la fiamma ossidrica, meglio la pira del forno crematorio”

image

“Ho vissuto bene, ho avuto più di quello che sognavo. Sono una donna fortunata”. Così esordisce Antonella Clerici in un’intervista intima e toccante rilasciata al Corriere della Sera. Reduce da una stagione record di “È sempre mezzogiorno” su Rai1, la celebre conduttrice televisiva si apre al pubblico, condividendo riflessioni profonde sul tempo che passa, l’amore, la maternità e la consapevolezza di sé. Nonostante il successo e la felicità raggiunta, Antonella ammette infatti che il tempo resta un “nemico nascosto”, soprattutto in una fase della vita in cui i bilanci si fanno più frequenti. “L’ho sempre rincorso… Quando sei molto giovane vai veloce: volevo finire l’università, entrare nel mondo del lavoro, fare carriera. Una rincorsa nella quale sentivo sempre che mi sfuggiva qualcosa”.

È stato intorno ai 40 anni che Antonella ha iniziato a dare un altro valore al tempo, realizzando che la carriera non era tutto. Il desiderio di maternità, inizialmente frustrato, l’ha portata a intraprendere un percorso di cure che ha culminato nella nascita della sua amata figlia Maelle: “Mi regalarono il mio primo adorato labrador, Oliver, e mi dissi: cavolo, forse vogliono dirmi che mi deve bastare un cane… Decisi di sottopormi a una serie di cure ed è nata Maelle“. I 50 anni sono stati invece un periodo difficile, segnato dalla menopausa e da un senso di vecchiaia: “Oggi, avendone compiuti 60, mi dico: ma magari ne avessi 50”, confessa Antonella. Ma è proprio a 50 anni che ha incontrato Vittorio Garrone, il suo attuale compagno, che le ha regalato una nuova prospettiva sul tempo: “Lui mi rispose regalandomi una clessidra e dicendomi: tu sei il tempo senza tempo“.

Antonella affronta quindi il tema dell’invecchiamento con onestà e coraggio. Ammette di sentirsi invecchiata, ma con consapevolezza e serenità: “A 30 anni ero una bella donna, mi guardavano, perdoni il termine, con la bava alla bocca. Ora sono una bella signora consapevole della sua età, che non si metterebbe mai a giocare con queste cose”. E non si tira indietro neanche a parlare della morte: “Mi piacerebbe molto preparare il mio funerale. Ho sempre chiesto: mettetemi nel mio bosco, non davanti alla casa. In quel bosco si dice che si incontravano una coppia di amanti, due pastori. Si trovavano vicino al ruscello. Ho detto a Vittorio che vorrei costruire lì un tempietto scintoista. Poi, odio l’idea della bara chiusa. Se mi bruciano non vorrei usassero la fiamma ossidrica: preferirei la pira al posto del forno crematorio. Per il mio funerale, insomma, mi piacerebbe dire la mia. Mia madre mi ha sempre raccomandato: al mio venite belle e non sciatte”.

La conduttrice confida, infine, i timori per l’operazione d’urgenza per rimuovere una cisti ovarica a cui si è sottoposta di recente, affrontata con coraggio e fede: “Ora voglio andare a trovare ad Assisi Carlo Acutis (morto nel 2006 a 15 anni, verrà proclamato santo, le sue spoglie si trovano ad Assisi, ndr): mentre andavo a Roma guardavo Instagram e mi compariva lui, l’ho vissuto come un segno. L’ho pregato a lungo. Da quando ho fatto l’operazione non mi è più comparso…Sa, sono molto credente. Proprio in questi giorni sto leggendo un bestseller francese Dio esiste“.

Forte dei Marmi, rapinano due orologi del valore di 90 mila euro a una coppia di turisti. La polizia arresta due 19enni, denunciate le complici

La Polizia di Milano ha arrestato due giovani di 19 anni sospettati di essere gli autori di una rapina a Forte dei Marmi ai danni di una coppia di turisti.

Quel giorno la coppia di turisti, un uomo olandese di 62 anni e una donna italiana di 59, dopo avere acquistato un orologio di lusso in un negozio del centro della località balneare, è stata violentemente aggredita da due giovani: uno ha spruzzato dello spray urticante negli occhi dell’uomo mentre il complice, dopo avere raggiunto alle spalle la donna, le ha sferrato un pugno all’altezza dell’occhio facendola rovinare a terra. Dopo una breve colluttazione, nel corso della quale la donna ha ricevuto un secondo colpo alla nuca, il malvivente le ha strappato l’orologio che aveva al polso, del valore di circa 45 mila euro, riuscendo a impossessarsi anche della borsa ove all’interno era custodito un secondo orologio di lusso, del valore di circa 43 mila euro, che il marito aveva riposto per indossare quello appena acquistato.

L’attività investigativa condotta dai poliziotti della Sezione Antirapine, anche attraverso un sinergico scambio informativo con le Squadre Mobili di Lucca e Pisa e con il Commissariato di Forte dei Marmi, ha consentito di ricostruire le fasi salienti del grave episodio e di individuare i responsabili: dalla visione degli impianti di videosorveglianza, i poliziotti hanno scorto i due autori materiarli della rapina, nelle fasi immediatamente antecedenti, in compagnia di due donne con l’evidente funzione di “palo”.

Dopo una serie di appostamenti sul territorio pisano, anche con l’ausilio della locale Squadra Mobile, lunedì 12 agosto i due giovani marocchini e le due donne sono stati visti salire a bordo di un’autovettura e allontanarsi prendendo l’autostrada in direzione nord Italia. All’altezza del comune di Ospedaletto Lodigiano (LO), con l’ausilio di una pattuglia della Polizia Stradale, la macchina è stata sottoposta a un controllo: la ragazza di 21 anni ha immediatamente tentato di occultare nella tasca portaoggetti dell’autovettura un orologio, poi risultato essere uno dei due rolex rapinati a Forte dei Marmi. Il secondo orologio è stato invece trovato nella disponibilità di uno dei due giovani che ha provato a nasconderlo all’interno della scarpa.

                        <section class="article-nav cronaca">
                        <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/16/bambino-di-10-mesi-intossicato-da-cannabis-finisce-in-ospedale-i-sintomi-e-i-rischi-fino-al-coma/7660000/" class="link-article link-article-prev">
                <div class="link-article-wrapper">

                        <h5 class="prev-article">Articolo Precedente</h5>
                        <h3>Bambino di 10 mesi intossicato da cannabis finisce in ospedale, i sintomi e i rischi fino al coma</h3>

                    <span class="article-nav-prev abs-right cc"><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ifq-2019/assets/img/svg/arrow-big-white.svg" alt="next" /></span>
                </div>
            </a>
                    </section>

Iran-Israele, 2° giorno di colloqui a Doha. L’Idf continua a bombardare Gaza: “Sette morti”. E sgombera “safe zone” umanitarie nella Striscia

E’ il secondo giorno di colloqui a Doha tra i mediatori per una tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli israeliani rapiti il 7 ottobre. Secondo una fonte vicina al dossier, “le parti sperano di vedere progressi entro le prossime 24 ore“, come riferisce Haaretz, aggiungendo che “finora i colloqui hanno avuto successo e si sono svolti in uno spirito positivo”. Il portavoce del Ministero degli Esteri qatariota Majed al-Ansari ha dichiarato all’agenzia di stampa Qna “che i negoziatori sono risoluti nel loro impegno ad andare avanti negli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia, che faciliterebbe il rilascio degli ostaggi” israeliani “e consentirebbe l’ingresso della maggior quantità possibile di aiuti umanitari a Gaza”.

Le operazioni militari di Israele nell’enclave palestinese non si fermano. Le Israel Defense Forces hanno ordinato, con un lancio di volantini, lo sgombero di alcune zone del centro della Striscia designate come “safe zone” umanitarie o zone di interdizione ai combattimenti, in quanto da quelle zone proverrebbero lanci di razzi e di colpi di mortaio verso Israele. Le aree da evacuare sono la zona nord di Khan Younis e la parte orientale di Deir al-Balah, entrambe parte della zona “sicura”.

L’agenzia di stampa palestinese Wafa e l’emittente araba Al Jazeera affermano che tra ieri sera e stanotte l’esercito israeliano ha bombardato la Striscia uccidendo almeno sette persone nel campo profughi di Jabalia e un’altra in quello di Nuseirat. L’Idf ha confermato che aeronautica militare ha colpito ieri più di 30 obiettivi, tra cui edifici utilizzati da gruppi terroristici, cellule di uomini armati e altre infrastrutture. Lo ha reso noto l’esercito israeliano, aggiungendo che le truppe sono impegnate nelle zone meridionali di Gaza, a Rafah e Khan Younis, e nel corridoio di Netzarim, nel centro dell’enclave. La Marina israeliana ha anche ucciso “un certo numero di terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe che operavano nella Striscia di Gaza centrale”.

                                                <div class="inline-content" id="glfb">
                            <div id="text-235" class="widget widget_text">          <div class="textwidget"><div><a href="https://community.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank" rel="noopener"><img class="lazyload" alt="Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti" width="1080" height="510" data-src="https://www.studiomedicopatente.it/wp-content/uploads/2024/04/banner-big.png" src="src" /></a></div>
                            <section class="article-nav mondo">
                        <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/16/thailandia-paetongtarn-shinawatra-e-la-nuova-prima-ministra-e-figlia-del-tycoon-ed-ex-premier-thaksin-anche-sua-zia-fu-premier/7660016/" class="link-article link-article-prev">
                <div class="link-article-wrapper">

                        <h5 class="prev-article">Articolo Precedente</h5>
                        <h3>Thailandia, Paetongtarn Shinawatra è la nuova prima ministra. È figlia del tycoon ed ex premier Thaksin. Anche sua zia fu premier</h3>

                    <span class="article-nav-prev abs-right cc"><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ifq-2019/assets/img/svg/arrow-big.svg" alt="next" /></span>
                </div>
            </a>
                    </section>

Anna Maria Fabriani, la Scuola Romana a palazzo Merulana

image
        (di Ida Bini)

Palazzo Merulana di Roma ospita dal 5
settembre al 6 ottobre ‘Riverberi e trame dalla Scuola Romana’,
la prima esposizione dedicata alla pittrice centenaria, che oggi
vive a Lucca e che fu allieva di Carlo Socrate, nonché testimone
della tradizione pittorica del Novecento. In mostra 40 opere
dell’artista, frutto degli anni trascorsi nella capitale
nell’atelier di Villa Strohl-Fern, che ospitava moltissimi
esponenti della Scuola Romana. Le tele – nature morte, fiori e
ritratti sorprendenti come ‘Cecilia’, simbolo della mostra –
sono ricche di valenze, di trame e legami con il maestro
Socrate, dal quale l’artista ha appreso le tecniche pittoriche,
il metodo di ricerca del colore e il rigore nella composizione,
sviluppando un’attenzione alla luce che nel corso del tempo
diverrà una sua cifra stilistica. Con questa mostra Palazzo
Merulana, già custode di numerosi capolavori della Scuola Romana
appartenenti alla collezione Elena e Claudio Cerasi, continua la
sua opera di valorizzazione e, come nel caso di Anna Maria
Fabriani, di scoperta di uno dei momenti più interessanti e
vitali dell’arte italiana del Novecento. Il progetto si
inserisce, infatti, nel dibattito attuale sulle pittrici e la
loro scarsa visibilità che arriva persino alla censura di
artiste che, come Fabriani, hanno operato quasi esclusivamente
nello spazio domestico. L’esposizione, che inizia dal ritratto
di ‘Maria Magris’, realizzato nel 1945, e arriva alle nature
morte del 2018, riunisce prestiti provenienti da collezioni
private e appartenenti alla famiglia che documentano la ricerca
artistica ed espressiva dell’artista durata decenni. L’intera
esposizione è frutto di un lavoro di ricerca, recupero e
catalogazione iniziato diversi anni fa da parte della curatrice
Sabina Ambrogi che ha sempre cercato di inseguire dipinti che si
disperdevano per incuria, negligenza o distrazione. O
semplicemente perché regalati o venduti. Alcune tele, come
‘Savoiardi’, ‘Grigio su Grigio’ e ‘Maria Magris’, erano state
riposte in alcune in cantine, e lì sono state ritrovate. ‘Maria
Magris’, in particolare, era stata abbandonata nella cantina del
palazzo dove l’artista era cresciuta e aveva vissuto in
gioventù. La restauratrice Cristiana Noci ha letteralmente
riportato alla luce l’opera distrutta dalla muffa, macchiata di
vernice e piegata da oggetti accatastati sopra nel tempo. Ha
restaurato, tra gli altri, anche ‘Rosetta’ (1953), sicuramente
il pezzo più pregiato della collezione, danneggiato durante un
trasloco assieme a ‘Grigio su Grigio’. Dalle ricerche risultano
ancora dispersi 10 dipinti eseguiti con il maestro Socrate
nell’atelier di Villa Strohl-Fern, che potrebbero essere al
porto di Caracas, spediti nel 1959 via nave al fratello
dell’artista, Maurizio. Il destinatario della spedizione
dirigeva cantieri per le costruzioni delle autostrade nel cuore
del Venezuela in zone molto impervie, a più di venti ore di
macchina dalla capitale, motivo per cui non riuscì a tornare in
tempo per recuperarli. La mostra è dunque l’occasione per
chiedere a chi li avesse o ne avesse informazioni di farsi
avanti per poterli catalogare ed esporre.

   

                  <p class="article-copyright">

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Terzo Ferragosto in ospedale per Concita De Gregorio: “Aspettiamo momenti migliori, sono con chi non può permettersi di andare in vacanza”

image

Per il terzo anno consecutivo, la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio trascorre il Ferragosto in ospedale. Lo scorso marzo, durante un’intervista al programma “Belve“, aveva infatti rivelato di combattere contro un tumore maligno, operato nell’agosto 2022 e ora la sua battaglia continua. In post su Instagram, De Gregorio ha descritto il suo “Ferragosto alternativo“, trascorso non con la famiglia ma con chi condivide la sua stessa condizione. “Ferragosto fra noi: compagne di stanza, medici di turno, infermieri, ausiliari tecnici e moltitudini alle prese con il compito di darsi un piccolo reciproco sollievo,” ha scritto, accompagnando le parole con alcune foto della sua degenza. La giornalista ha sottolineato come, anche in ospedale, si cerchi di mantenere un senso di normalità e di festeggiamento, come dimostra l’iniziativa di offrire un budino alla vaniglia per merenda: “Grande idea della caposala”.

De Gregorio, con il suo tipico tono riflessivo e poetico, ha poi espresso la sua vicinanza a coloro che, per motivi economici, di salute o altre ragioni, non possono permettersi viaggi e vacanze: “Come ogni anno, sono con chi non può permettersi di andare in vacanza. Perché non ci sono i soldi, perché non c’è la salute, perché meglio così, in fondo, aspettiamo momenti migliori”. Il tempo in ospedale, spiega la giornalista, viene ingannato anche grazie agli amici che la chiamano per consolarla e mandano foto dalle loro vacanze, immagini che vengono condivise tra i pazienti, in una sorta di competizione amichevole: “Abbiamo una classifica di tramonti, credo che anche quest’anno vincerà la Grecia. Stiamo bene, a raccontarci le nostre storie nei minuti liberi dei cambi turno”, aggiunge.

Quindi, con un tocco di speranza e resilienza, ha concluso il suo messaggio con una citazione dal sapore antico: “Siempre que llovió, paró” – un detto che ricorda dalla sua infanzia, “ogni volta che ha iniziato a piovere, ha smesso”. E ha aggiunto: “È una regola mai smentita. Anche quella famosa volta dell’Arca, alla fine smise. Buon Ferragosto, che siano il più possibile lievi i giorni e i pensieri”.

Ferragosto: oltre 100 mila visitatori per musei e luoghi cultura

image
        Sono stati oltre 100 i visitatori di

musei, parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali
rimasti aperti per la giornata di Ferragosto. Lo comunica il
ministero della Cultura, sottolineando che quella di oggi non è
stata una apertura gratuita.

   
Di seguito, in dettaglio, i numeri degli ingressi:
Parco archeologico del Colosseo – Anfiteatro Flavio 22.447;
Parco archeologico del Colosseo – Foro Romano e Palatino 14.936;
Parco archeologico di Pompei – Area archeologica di Pompei
14.837;
Gallerie degli Uffizi – Gli Uffizi 10.567;
Pantheon 9.432;
Galleria dell’Accademia di Firenze 7.997;
Museo nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo 3.560;
Reggia di Caserta 2.829;
Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti 2.675;
Pinacoteca di Brera 2.198;
Reggia di Venaria 2.024;
Musei del Bargello 1.984;
Galleria Borghese 1.930;
Villae – Villa d’Este 1.768;
Musei Reali di Torino 1.752;
Cenacolo Vinciano 1.720;
Grotta Azzurra 1.584;
Museo storico e il Parco del Castello di Miramare – Museo
storico 1.516;
Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento a Napoli 1.444;
Museo archeologico nazionale di Napoli 1.364;
Grotte di Catullo 1.197;
Museo archeologico nazionale di Venezia 1.127;
Parco archeologico di Paestum e Velia – Museo e area
archeologica di Paestum 1.036;
Parco archeologico di Ercolano 991.

   

A questi dati si aggiungono i 10.121 visitatori del ViVe –
Vittoriano e Palazzo Venezia e i 4.550 delle Gallerie degli
Uffizi – Giardino di Boboli.

   

                  <p class="article-copyright">

Riproduzione riservata © Copyright ANSA